Il Calendario Epson 2026 si intitola “DIVINAE” ed è un tributo alla forza e alla maestosità femminile che, mese dopo mese, si rivelano nelle illustrazioni che l’artista Gloria Pizzilli ha dedicato a dodici divinità ispirate a un panorama etnico e culturale eterogeneo. Dal Nord Europa al Sud America, passando per Tibet, India, Grecia ed Egitto, in cui non solo Afrodite, Diana e Iside (per citare le più note), ma anche Pachamama, Mami Wata, Guanyin e molte altre, queste “creature” contribuiscono al complesso ritratto della donna archetipica ed esprimono la loro potenza più vera: energia, dinamismo, assertività, ma anche mistero, sensualità, giocosità ed impeto creativo.
“Progettare queste immagini” – ha spiegato Gloria Pizzilli, illustratrice del calendario Epson 2026 – “è stato un piccolo viaggio intorno al mondo, in cui io per prima ho goduto nella ricerca di elementi estetici e decorativi propri di culture molto distanti tra loro. L’invito, rivolto non solo alle donne, è di lasciar risplendere, mese dopo mese, la caratteristica profonda che ciascuna di queste iconiche figure porta con sé, per un’espressione del principio femminile più consapevole e finalmente libero da stereotipi limitanti”.
Dal punto di vista artistico, queste divinità sono figure sinuose, intrecciate fra loro – come nella riproduzione in copertina – oppure attorcigliate a figure animali, altre volte circondate da acqua o ancora simboleggianti fiori: in ogni tavola sembra quasi di percepire la simbiosi di questi elementi racchiusi in una sorta di abbraccio, il tutto ravvivato da tonalità pastello che spaziano dalle cromie più chiare del bianco, rosa, giallo, arancio a quelle più decise del verde, viola, blu e nero. Il risultato è la rappresentazione di figure identificative della loro provenienza in maniera non convenzionale rispetto all’iconografia classica, il tutto con un tocco attuale e fresco.
“Con il suo tratto plastico e ricercato” – ha precisato Gianluca Folì, curatore del progetto e art director della collana Colortelling dei calendari di illustrazione Epson – “Pizzilli ci accompagna tra dodici divinità femminili provenienti da culture lontane, ma unite da uno sguardo comune. Il corpo, nelle sue mani, si piega e si allunga in linee sinuose che sfiorano l’astrazione, diventando al tempo stesso struttura e racconto. Un pantheon di figure potenti e flessibili, sospese tra anatomia e mito, che trasforma il calendario in un viaggio tra i più intensi ed eleganti di tutti i tempi”.
“DIVINAE è l’espressione di culture diverse provenienti da tutto il pianeta” – ha detto Massimo Pizzocri, Amministratore Delegato di Epson Italia – “ed è in linea con i valori di inclusività di Epson. La nostra azienda, infatti, da sempre mette al centro la multiculturalità basandosi sul confronto e sulla coesistenza di mentalità e approcci differenti che arricchiscono il modo di lavorare. Trovare questo denominatore comune fra noi e il progetto di Gloria Pizzilli ci rende orgogliosi di supportarlo sul fronte operativo: la nostra tecnologia di stampa, infatti esprime al meglio la qualità e la narrazione di queste tavole che illustrano miti, tradizioni e credenze tipiche di vari Paesi, ma soprattutto credo siamo riusciti ad aiutare Gloria a trasmettere l’incredibile forza emotiva contenuta nelle sue immagini”.
Ogni tavola è realizzata in digitale con i software Adobe Illustrator e Adobe Photoshop: a questo punto, grazie ai sistemi professionali Epson – in particolare alle stampanti Epson SureColor P7500 – le illustrazioni vengono prodotte da Opificio Arte Stampata, laboratorio certificato Digigraphie, su carta Fine Art. Grazie anche agli inchiostri Epson UltraChrome Pro12 K3, ogni stampa porta in scena un risultato straordinario, con colori nitidi, dettagli accurati e linee pulite.
Un totale di 10.400 tavole stampate, compresa la copertina: DIVINAE è un calendario prodotto in edizione limitata (800 copie numerate) e rilegato con un processo interamente artigianale. Ogni dettaglio – incluso il packaging, dalla shopper coordinata all’etichettatura – è curato e studiato in modo coerente con il progetto creativo dell’artista; inoltre, il formato sempre uguale ne sottolinea l’aspetto di collana e lo rende un vero e proprio oggetto da collezione.


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