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PASQUA: LA SETTIMANA SANTA A TARANTO 

I riti della Settimana SantaTaranto hanno origine nel XVIII sec. Infatti per quanto riguarda la processione dell’Addolorata nel 1794 la congrega di San Domenico cominciò un pellegrinaggio per le chiese della città vecchia (la maggior parte delle quali oggi non esiste più).
Il semplice pellegrinaggio dovette durare fino al 1852, anno in cui si ha testimonianza della prima vera e propria processione preceduta da “gara”.




La processione all’epoca doveva essere piuttosto simile a come si svolge adesso, dovevano mancare le coppie di pesàre (confratelli che portano sotto il mantello delle pietre per ricordare quelle che furono scagliate contro Gesù durante il percorso fino al Golgota), la croce dei Misteri (introdotta nel 1913) e le “mazze”. Invece di tre croci di legno poi ve ne erano quattro; per il resto la processione del giovedi santo si manteneva uguale ad oggi.
La processione dei Misteri (che parte nella notte del venerdi santo) è legata - come tutti questi riti - alla dominazione spagnola della città di Taranto.
Infatti tra il 600 ed il 700 fu un aristocratico tarantino, don Diego Calò, che istituì una primitiva processione di due statue, quella di Gesù Morto e dell’Addolorata, portate in giro per la città vecchia nel giorno di venerdi santo.
Questa prima processione di due statue, fatte costruire a Napoli e collocate nella chiesa gentilizia della famiglia Calò, continuò per molto tempo (l’eredità di Don Diego fu lasciata ai suoi discendenti); nel 1765 (lo sappiamo da un atto notarile dell’archivio di Taranto) Francesco Antonio Calò decise di donare le due statue alla Confraternita del Carmine.
Da quel momento la processione fu sempre (e lo è tuttora) accompagnata dai “perdune” del Carmine, ed anche il numero delle statue fu accresciuto. Nel 1875 addirittura Papa Pio IX concesse ai confratelli, che ogni venerdi santo svolgevano la processione, le stesse indulgenze di chi visita i luoghi santi di Roma.

RITI
A Taranto si dice che i riti della Settimana Santa cominciano la domenica precedente la Santa Pasqua, cioè la domenica delle Palme, quando si svolgono le gare che porteranno ad aggiudicarsi un posto nella processione e magari portare qualche statua.
Un tempo queste gare si tenevano nelle chiese di appartenenza dei confratelli (San Domenico e Carmine) ma dal 1978, per un decreto dell’Arcivescovo Motolese, non si tengono più in chiesa ma nel Salone della Provincia di Taranto.
Le statue più ambite sono quella della Vergine per la processione dell’Addolorata (insieme alla troccola) e quella di Gesù Morto per i Misteri.
I primi “perdune” si vedono solo la sera del giovedi e sono uomini che, per fare penitenza, vestono un camice bianco sul quale sono posti due scapolari neri che portano le scritte ricamate in azzurro Decor e Carmeli.
Alla cintura attaccano un rosario ed una cinghia di cuoio che rappresenta i flagelli con i quali fu picchiato Gesù.
Sopra il camice i “perdune” indossano la cosiddetta “mazzetta”, un mantello circolare di lana color crema con ventitre bottoni neri ed ancora, sulla testa, portano un cappuccio che presenta solo due fori in corrispondenza degli occhi ed il cappello. La loro caratteristica è quella di essere scalzi.
Dunque, dalla sera del Giovedi Santo, coppie (poste) di perdoni percorrono le vie della città con un lento pellegrinaggio per le chiese di Taranto a visitare i “Sepolcri” (l’esposizione del Santissimo).
E’ caratteristico - a tal proposito - il momento in cui due coppie di perdoni si incontrano in una chiesa ed effettuano una specie di “cambio della guardia”.






Alla mezzanotte dello stesso giorno scende lentissimamente dai gradini della Chiesa di San Domenico (città vecchia) la processione dell’Addolorata, preceduta dal troccolante (un confratello che porta la “troccola”, una sorta di strumento musicale costituito da una striscia di legno sulla quale sono inserite delle maniglie di ferro, quattro per la troccola dell’Addolorata, sei per quella dei Misteri, che sbattendo emettono un caratteristico rumore).

Al troccolante segue la banda che suona le note di marce funebri e precede i bambini che portano al collo le pesàre, e la croce dei Misteri.

Ci sono poi undici coppie di confratelli intervallate dai tre portatori di croci.
L’ultima posta è accompagnata dal confratello che porta il bastoncino, il Priore, ed essendo quindi costituita non da due ma da tre elementi, costituisce il Trono che precede la statua dell’Addolorata.

La statua dell’Addolorata che - secondo la tradizione - gira le strade della città in cerca di suo Figlio, è vestita di nero, porta i lunghi capelli sciolti sulle spalle ed un fazzoletto nella mano destra, mentre nella sinistra ha un cuore trafitto.

Sia i “perdune” dell’Addolorata che quelli dei Misteri procedono con il caratteristico passo della “nazzecàte”, una specie di dondolìo a destra e a sinistra (spesso senza procedere di un millimetro in avanti), che richiama l’origine spagnola del rito, in quanto è molto simile al “mecido” dei “penitentes” spagnoli.

Alle 17,00 del Venerdi Santo, dalla Chiesa del Carmine, esce la processione dei Misteri guidata - come quella dell’Addolorata - dal troccolante, che è colui che regola il cammino degli altri confratelli (quindi la sua funzione è molto ambita).

Al troccolante segue il “Gonfalone”, la Croce dei Misteri, e poi le otto statue.



La prima di queste è quella di Cristo all’orto che rappresenta Gesù in ginocchio nell’orto del getsemani mentre un angelo gli porge un calice (simbolo della passione).
Segue la statua di Cristo alla Colonna, nella quale Gesù è rappresentato con le mani legate dietro la schiena ad un pilastrino, la corona di spine sul capo ed il corpo flagellato.

La terza statua è quella denominata “Ecce Homo”: Gesù con la corona di spine sul capo viene portato di fronte ai giudici vestito di un manto di porpora (la rappresentazione è proprio questa di Gesù col manto di porpora ed una canna in mano) e davanti a loro Pilato pronunciò la famosa frase “Ecco l’uomo!”.

La statua seguente è detta “La Cascata” perchè riassume in sè le tre cadute di Gesù durante la Via Crucis; il Cristo è rappresentato vestito di una tunica e praticamente schiacciato dal peso della croce che trasporta.


La quinta statua è costituita dal “Crocifisso” al quale è inchiodato mani e piedi Gesù.
Segue la “Sacra Sindone” (il lenzuolo nel quale fu avvolto Gesù dopo la sua morte) che pende dai bracci di una croce ormai vuota.




Le ultime due statue sono le più antiche, si tratta di “Gesù Morto” (disposto su un prezioso feretro trasparente impreziosito da stelle dorate) e dell’Addolorata (diversa da quella del Giovedi Santo solo per la posizione del cuore trafitto e del fazzoletto); per il fatto che si tratta appunto delle statue più antiche, sono scortate dai Vigili Urbani (quella di Gesù Morto anche dai cosiddetti “quattro cavalieri” vestiti in frac).

Tra una statua e l’altra ci sono delle “poste” di perdoni e tra i confratelli solo il troccolante ha il cappello in testa, mentre solo i perdoni che portano le statue, il Gonfalone e la Croce dei Misteri, sono a viso scoperto ed hanno nel cappuccio una corona che ricorda quella di spine di Gesù.

 

Come in quella dell’Addolorata, anche nella processione dei Misteri ci sono le bande; sono tre e si dispongono dietro la troccola, dietro la Sindone e dietro l’Addolorata.



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